Piazza della Signoria

Passeggiando per il centro storico ad un tratto, come per magia, vi troverete in un luogo importantissimo per la vita passata e presente di Firenze, piazza della Signoria.

È nel 1268 che questo luogo inizia a svolgere la sua funzione aggregativa e sociale: sì, perché, fino ad allora, durante l’epoca romana, fu prima sede di un impianto termale e poi di una basilica paleocristiana. Furono i Guelfi ad avviare questo processo di trasformazione che terminò a fine ’300 regalandoci la piazza che attualmente vediamo.

Struttura. La sua forma è molto particolare poiché riproduce la lettera L. Arricchita di palazzi in cui giocare le sorti della vita politica e sociale e che nel tempo ne definirono la struttura, ha da sempre rappresentato il fulcro della vita civile di Firenze, contrapponendosi a piazza del Duomo, sede, invece, della vita religiosa della città. Una volta delimitatone lo spazio, si passò alla decorazione scultorea. Fondamentale fu nel ’500 la costruzione della Galleria degli Uffizi che consentì l’estensione del potere anche verso la zona dell’Arno.

Edifici e monumenti che la decorano. Quello che attirerà subito la vostra attenzione sarà Palazzo Vecchio, grandiosa opera di Arnolfo di Cambio; poi il vostro sguardo correrà lungo la Loggia della Signoria, detta anche Loggia dei Lanzi o dell’Orcagna, usata durante le cerimonie ufficiali per parlare alla folla; oltre al Tribunale della Mercanzia, dove venivano regolate le controversie tra gli iscritti alle Arti e il Palazzo delle Assicurazioni Generali, che al piano terra ospita il caffè Rivoire, vorrei indicarvi Palazzo Uguccioni, la cui costruzione venne attribuita sia a Michelangelo che a Raffaello. Notate come questa struttura abbia uno stile classicheggiante e sia più sporgente rispetto alle altre.

Il David e le altre statue in marmo. Una fitta schiera di statue è pronta ad accogliere il vostro arrivo in piazza: queste sculture costituiscono un ciclo allegorico di tipo laico a cui i detentori del potere fiorentino avrebbero dovuto ispirarsi per governare al meglio la città. Donatello ci ha regalato la Giuditta e il Marzocco. Michelangelo ci ha donato invece il David; opera di Benvenuto Cellini è il Perseo; Ercole e Caco vennero realizzati da Baccio Bandinelli; Bartolomeo Ammannati, in collaborazione con il Giambolgna, ha omaggiato la città toscana con la fontana del Nettuno, la prima fontana pubblica di Firenze.

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