Visitare le miniere in Toscana: spunti per una vacanza

La Toscana è una delle regioni italiane più apprezzate dai turisti del mondo intero. Però, oltre alle città d’arte, alle magnifiche spiagge, alle isole dell’Arcipelago Toscano, alle dolci colline e alle asperità dell’Appennino, questa regione offre anche aspetti poco conosciuti. E così, per chi è curioso di sapere cosa c’è da visitare in Toscana, ecco un percorso suggestivo e assolutamente inusuale, perfetto per chi vuole trascorrere delle vacanze con bambini.

In Maremma infatti esistono alcune miniere, sfruttate sin dai tempi più antichi dalle popolazioni locali e dove attualmente non si ha nessuna estrazione di minerali. Queste miniere, situate prevalentemente nella zona di Scarlino (Grosseto), sono però visitabili, ed esperte guide sono a disposizione dei turisti per far conoscere loro il funzionamento dell’attività estrattiva e la storia della regione.

Sin dal Medioevo le Colline Metallifere (situate a cavallo tra le provincie di Siena, Livorno, Pisa e Grosseto) erano state preziosissime fonti di ferro, indispensabile per la costruzione di numerosi manufatti. Oltre al ferro, dalle miniere situate sul versante maremmano delle Colline Metallifere si estraevano allume, lignite, pirite, rame e modeste quantità d’argento. Le miniere rimasero in attività durante buona parte del Novecento.

Nel comune di Scarlino sono ancora perfettamente distinguibili le tracce delle passate attività estrattive.

A Scarlino-Scalo (frazione situata sulla costa, a pochi chilometri dall’abitato principale - situato sui rilievi dell’entroterra) si può ancora vedere la parte finale della teleferica, che trasportava i minerali dalle miniere sino allo scalo ferroviario. Da Scarlino-Scalo poi il prodotto dell’attività estrattiva veniva spedito in tutto il mondo, tramite la linea ferroviaria o con le navi in partenza dai porti di Follonica e Piombino.

Nella zona sono anche visitabili alcune miniere: quella di Fenice Capanne (la prima acquisita nelle Colline Metallifere dalla storica azienda Montecatini, nel 1899) o quella di Campiano, l’ultima in cui venne abbandonata l’attività estrattiva (nel 1994).

Nelle Colline Metallifere maremmane si trova anche la pregevole testimonianza dell’insediamento di Niccioleta. Questo villaggio era infatti nato per garantire l’alloggio ai dipendenti delle società minerarie e alle loro famiglie. L’attività estrattiva nella zona proseguì sino al 1992. Sono ancora perfettamente conservati gli edifici relazionati con l’attività estrattiva: magazzini per il minerale e per gli attrezzi, uffici amministrativi, casa del direttore dello stabilimento, alloggi per i minatori. A Niccioleta, come in ogni villaggio minerario, anche la fede religiosa era strettamente collegata con l’attività estrattiva: l’antica chiesa parrocchiale è infatti dedicata a Santa Barbara, patrona dei minatori.

- Come raggiungere le miniere in Maremma da Firenze

  • in auto: ci sono due opzioni, la prima - più veloce - è percorrendo la Fi-Pi-Li e, poco dopo Ponsacco e prima di Livorno, dirigersi verso Rosignano Marittimo e proseguire fino a Follonica (Scarlino è lì vicino). L’altra, meno veloce ma sicuramente più suggestiva, è la Firenze-Siena, per poi preseguire verso Grosseto e infine seguire le indicazioni per Scarlino.
  • in treno: a Scarlino Scalo c’è ancora la stazione ferroviaria. Una volta giunti a destinazione è possibile usare i mezzi pubblici locali.

Nicoletta Savaris – redattrice per http://www.intoscana.biz/

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