La Firenze di Benigni: "La vita è bella"

La vita è bella. Possano le generazioni future liberarla da ogni male, oppressione e violenza e goderla in tutto il suo splendore è la frase del testamento di Lev Trotsky che ispirerà Roberto Benigni per la creazione di un grande capolavoro cinematografico candidato a ben 5 premi Oscar. Nello sconvolgente scenario della seconda guerra mondiale, quando la follia e l’odio razziale trasformano la ragione degli uomini, un padre dona il regalo più bello che si possa fare ad un figlio: la vita.

La storia. Guido è un giovane di belle speranze che si diletta con la poesia tra una pausa e l’altra dal lavoro; la sua vita si illumina quando incontra Dora e nasce Giosuè; la realtà perfetta viene interrotta da un evento drammatico che è la deportazione degli ebrei; ebrei come Guido e Giosuè che vengono che vengono condotti in una campo di concentramento; Dora, risparmiata dalle sue origini ariane, sceglie di seguirli nel tragico destino; lì, tra gli orrori del campo di concentramento, Guido riesce a far capire a suo figlio il gioco dei forti e dei deboli e gli dimostra che, nonostante tutto...la vita è bella.

I luoghi del romanzo. Roberto Benigni è il toscano per eccellenza; irruento, spontaneo, ironico e genuino; in ogni sua esperienza non manca mai di volgere il suo sguardo a Firenze. Non ci sono luoghi in particolari che lui predilige ma ciò che sceglie di regalarci sono emozionati scorci, l’intimità dei borghi, la popolarità delle piazze. Le strade delle zone più vecchie di Firenze ma anche i luoghi di altre cittadine toscane vi aiuteranno a riscoprire le location del film.

La visione di questo film è vivamente consigliata se si vuole comprendere fino in fondo il vero io fiorentino!

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